È meglio accendere e spegnere il riscaldamento o tenerlo acceso al minimo?

Ogni inverno torna il solito dubbio: spegnere il riscaldamento quando esci o lasciarlo acceso al minimo? La risposta dipende da casa, impianto e abitudini, ma c’è una regola pratica che semplifica la scelta.

Spegnere il riscaldamento o lasciarlo al minimo: quale conviene per la bolletta?

Tenere il riscaldamento sempre acceso significa alimentare continuamente le dispersioni. Mantenere la temperatura costa energia, perché il calore esce da pareti, finestre e soffitti e la caldaia o la pompa di calore devono compensare.

Spegnendo durante le ore di assenza o abbassando il termostato, si evita quel consumo continuo. Il Ministero stima un risparmio tra il 10% e il 20% se si spegne quando non serve. Ecco la logica: l’energia risparmiata mentre la casa si raffredda è spesso superiore a quella richiesta per riportarla alla temperatura desiderata.

Perché spegnere quando non sei in casa: spiegazione semplice

La differenza di temperatura tra interno ed esterno guida la dispersione. Quando la casa si raffredda, quella differenza cala e le perdite si riducono. Basta questo per capire che spegnere o abbassare il riscaldamento è spesso vantaggioso.

Un aneddoto pratico: dopo anni di lavoro negli hotel e nelle case private, molti ospiti hanno riscontrato che abbassare di 3–4 °C per alcune ore fa la differenza in bolletta, senza sacrificare il comfort.

Quando conviene lasciare il riscaldamento acceso al minimo

Non tutte le case sono uguali. Se l’abitazione ha grande massa termica — come pavimenti radianti o muri spessi — spegnere totalmente può essere controproducente.

Per impianti a pavimento o edifici con elevata inerzia, è meglio mantenere un regime più stabile e abbassare poco la temperatura. Spegnere del tutto può richiedere troppo tempo per riportare il comfort, aumentando il consumo.

Temperature e umidità per stare bene e risparmiare

Regolare il termostato sui valori giusti evita sprechi e problemi di salute. Ecco i riferimenti pratici:

  • Di giorno: 21°–23°
  • Di notte: circa 17°
  • Umidità relativa: 40%–50%

Con questi numeri il comfort resta buono e la formazione di muffe si limita. Ecco il trucco: non esagerare con la temperatura, basta un grado in meno per risparmiare senza sentire freddo.

Strategie pratiche per risparmiare e mantenere la casa accogliente

Qualche azione semplice porta a risultati concreti. Niente più confusione: scegli una strategia e applicala con costanza.

  1. Usa un cronotermostato programmabile o smart per attivare il riscaldamento solo quando serve.
  2. Abbassa la temperatura di notte e durante le assenze (3–4 °C se l’impianto lo permette).
  3. Per impianti ad alta inerzia, limita gli spegnimenti totali: riduci solo di 1–2 °C.
  4. Migliora l’isolamento: cappotto, serramenti e guarnizioni tagliano le dispersioni.
  5. Ventila brevemente ma regolarmente per evitare umidità e muffa.

Una memoria di casa: chi puliva camere d’albergo sapeva che una stanza ben areata e isolata profuma di pulito e aiuta a risparmiare. Ecco, basta poco per dire addio agli sprechi.

Consiglio bonus: se non sei spesso in casa, investi in un termostato smart con geolocalizzazione: riscalda solo quando torni. Niente più sprechi, niente più ritorni al freddo — addio bollette salate.

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